Torino – E’
stato presentato questa mattina nell’Aula Magna della Facoltà di
Economia dell’Università di Torino il Rendiconto Sociale 2004
del Gruppo Fondiaria Sai. E’ la prima volta che
l’azienda presenta questo documento che segue l’evoluzione dei
sistemi di gestione dell’impresa.
“Nel
panorama economico internazionale – afferma il Presidente di
Fondiaria Sai, Jonella Ligresti – il risultato economico non
è più l’unico cardine dell’attività del management. Oggi
l’insieme degli stakeholder del sistema socio-economico pone
interrogativi sempre più complessi sulle performance delle
imprese, individuando elementi di valore in aspetti intangibili
quali la reputazione, l’immagine, l’affidabilità e, soprattutto,
la qualità delle stesse imprese in termini di responsabilità
etico-sociale e ambientale. Essere imprenditori oggi significa
quindi prendere coscienza del fatto che l’impresa è inserita in
una comunità di cui deve essere parte attiva. Significa anche
porre fra le priorità gli interessi dei cittadini, delle
istituzioni, dell’ambiente naturale e la qualità della vita di
chi è direttamente coinvolto nell’impresa, come i consumatori, i
dipendenti, i consulenti e i fornitori”. “Personalmente –
prosegue il Presidente Jonella Ligresti – mi sono adoperata e mi
adopero affinché l’impegno a conciliare i valori dell’etica e
del business in tutti i processi aziendali sia sempre più parte
della quotidianità di chi opera nel Gruppo Fondiaria Sai, per
rendere la Responsabilità Sociale un valore strategico condiviso
da tutto il Gruppo. Sono infine grata perché lo “stile sociale”
Fondiaria-Sai è potuto essere oggetto di analisi e di studio da
parte di una istituzione accademica importante come la Facoltà
di Economia dell’Università di Torino”.
Il
Rendiconto Sociale è il frutto del lavoro di un gruppo di
studenti della Facoltà di Economia dell’Università di Torino,
coinvolti nel progetto grazie all’iniziativa dell’Amministratore
Delegato e Direttore Generale di Fondiaria Sai, Fausto
Marchionni.
“Il Gruppo
Sai e il Gruppo Fondiaria – spiega il Dott. Prof. Marchionni -
pensavano da tempo alla realizzazione di un loro Rendiconto
Sociale, ma l’operazione di fusione che ha dato origine al
Gruppo Fondiaria Sai ha notevolmente rallentato questo processo.
Non si poteva prescindere, infatti, da una fase preliminare di
integrazione operativa tra le diverse realtà aziendali e di
creazione di un’identità comune condivisa. Lo slittamento
temporale però ci ha consentito di cogliere un’opportunità nata
dalla mia attività di docente presso l’Università di Torino. In
questi anni vissuti a contatto con gli studenti della Facoltà di
Economia di Torino ho potuto apprezzarne il modo di concepire il
mondo del lavoro e l’economia in generale. Grazie a questa
esperienza ho avuto l’idea, da subito apprezzata e condivisa
dall’Università e soprattutto dalla sua Facoltà di Economia, di
coinvolgerli nell’analisi della Responsabilità Sociale di
Impresa del nostro Gruppo”.
Fondiaria Sai
e la Facoltà di Economia dell’Università di Torino hanno creato
così un percorso di formazione per un gruppo di studenti
dell’ultimo anno – alcuni di questi nel frattempo si sono
laureati – che sono stati inseriti nella struttura aziendale per
mezzo di uno stage retribuito con il compito di redigere
il Rendiconto Sociale del Gruppo. L’Università ha curato la
selezione degli studenti e ha messo a disposizione un gruppo
di professori e di ricercatori con la funzione di tutor
esterni, che hanno provveduto a formare i ragazzi sui temi della
Responsabilità Sociale e sulle tecniche di misurazione più
diffuse. Fondiaria Sai ha coinvolto il suo management,
individuando una serie di tutor interni con il compito di
facilitare il contatto tra gli studenti e le diverse funzioni
aziendali. Agli studenti è stato dato un ufficio nella sede di
Torino, dove hanno operato interagendo con il personale del
Gruppo, da cui hanno avuto le informazioni richieste, attraverso
report, documenti interni e interviste.
“Questo
documento – aggiunge Marchionni - non vuole essere uno strumento
di marketing o di semplice comunicazione autocelebrativa, ma il
risultato di un’analisi disinteressata, come forse solo gli
studenti universitari sanno fare, fortemente incentrato
sull’esposizione dei vantaggi concreti per gli stakeholder e
sulla rilevazione del “comportamento sociale” dell’impresa. Un
aspetto che, non solo qualitativamente ma anche
quantitativamente, prevale su quello “bilancistico”. E’ anche
per questa ragione che abbiamo preferito chiamarlo ‘Rendiconto
Sociale’ anziché ‘Bilancio Sociale’, proprio per sottolinearne
la caratteristica di strumento volto, più che al ‘bilanciamento’,
alla misurazione e alla comunicazione dei risultati ‘sociali’
raggiunti. La misurazione che è stata effettuata del
Valore
Aggiunto sociale di Fondiaria Sai ci permette di dire con
ragionevolezza che si è conseguito un buon livello. Un risultato
importante e indiscutibile comunque lo abbiamo già ottenuto:
formare con l’Università un gruppo di studenti pronti per
entrare nel mondo del lavoro, coniugando un approccio teorico
con l’esperienza pratica e gettando così un ponte tra Università
e Impresa. Un approccio ‘sociale’ al Rendiconto Sociale”.
“Ritengo
fondamentale per lo sviluppo dell’Università il consolidamento
dei rapporti con il mondo imprenditoriale”, ha sottolineato il
Prof. Ezio Pelizzetti, Rettore dell’Università di
Torino. “Il progetto” – ha continuato – “è la dimostrazione
che si può generare cultura e formazione in collaborazione con
le aziende per i giovani che frequentano il nostro Ateneo”.
“La
partecipazione degli studenti della Facoltà di Economia alla
realizzazione del primo Rendiconto Sociale del Gruppo Fondiaria
Sai” – afferma il Prof. Sergio Bortolani, Preside della
Facoltà di Economia – “è il primo progetto concreto di
condivisione piena e a vasto respiro di un’attività che
certamente coniuga teoria e prassi, ben esprimendo quello che
dovrebbe esser il costruttivo rapporto Università-Imprese. Tra
gli obiettivi delle linee guida che ho elaborato per il mio
mandato di Preside – condividendolo con i Professori della
Facoltà – vi è l’intensificazione dei rapporti della Facoltà con
le Imprese, ponendo in essere attività di ricerca e anche altre
più operative, tutte utili per i nostri studenti, per il corpo
docente della Facoltà e per le aziende stesse. Anche per questi
motivi ho istituito le figure di Vice Preside con Delega,tra cui
il Prof. Pietro Terna, con delega alla Ricerca e il Prof. Pietro
Paolo Biancone, con delega per i Rapporti con le Aziende”.
Con una
lettera di presentazione contenuta nel documento, ha espresso
apprezzamento per l’operato di Fondiaria-Sai anche Franco
Vermiglio,
Presidente
dell’associazione GBS,
il Gruppo di studio per la statuizione dei principi di redazione
del Bilancio Sociale. “L'iniziativa di Fondiaria Sai di redigere
il rendiconto sociale dell’esercizio 2004 appare lodevole per un
insieme di considerazioni – ha scritto il Prof. Vermiglio – In
primo luogo perché rappresenta una scelta importante che il
Gruppo ha compiuto a un anno appena dalla sua costituzione:
affrontare il tema della responsabilità sociale e aprirsi alla
rendicontazione è sempre un rischio. Chi decide di farlo sa di
mettersi in vetrina e di farsi osservare e sa anche di imboccare
una strada senza ritorno. Nella premessa si legge che la società
intende avviare un processo durevole: il che conferma che alla
base della scelta c'è una forte motivazione. A questo si
aggiunge il modo originale, e per certi versi anche innovativo,
di realizzare il documento. La collaborazione con gli studenti
ha un alto valore pedagogico e formativo e, al tempo stesso, ha
messo in evidenza che l'azienda non ha nulla da nascondere e fa
della trasparenza e dell'apertura al confronto altrettanti punti
di forza del proprio comportamento”. “Di particolare interesse –
prosegue il testo del Presidente di GBS – appare il tentativo di
calcolo del cosiddetto valore aggiunto sociale
rettificato, dato dal valore aggiunto
tradizionale aumentato della stima prudenziale del valore
aggiunto economico sociale che l'azienda è riuscita a creare a
favore dei consumatori. Non si può negare che esso rappresenti
una novità interessante se non altro per il fatto che richiama
l'attenzione del management sulla necessità di calcolare e di
controllare il valore che l'azienda riesce a generare a favore
di coloro che utilizzano i suoi servizi e sulla necessità di
raccogliere sistematicamente informazioni qualitative e
quantitative che consentono di monitorarne la formazione”. |